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martedì, 20 febbraio 2007
Andreina Calar, eroina post avanguardistica post praticamente tutto ma prima di aver finito di scrivere, mi ha sorriso. Andreina Calar è molto più avanti di me, che son rimasta all'idolatria spiccia degli antieroi, che son rimasta che non sorrido alla gente ché se no chissà che cazzo pensa. Andreina Calar io l'ho vista e lo sapevo che lei era lei, allora le ho sorriso. E la ricompensa a questa libertà presa così, come una biscia tolta di mezzo senza incertezze o la testa tagliata al toro per modo di dire, ha colmato tutto dai denti agli occhi e non è poco.

Spesso capita che le mie illuminazioni si fondino sull'ignoranza. Ti scrivo così come siamo, belle quando si torna a casa e sconosciute sempre. Quando mi hai vista, stavo andando, e non tornando; portavo la cuffia brutta per non gelarmi le orecchie e tenerci dentro gli auricolari emmepitre che mi scappano sempre. Le scarpe eran quelle poco più grandi dei piedi ma di nascosto, ero quasi arrivata. Ti ho poi pensata tutto il giorno mentre studiavo le riforme scolastiche e la fascistizzazione, infine ti ho tolto l'ombrello e ti ho cambiato costume. Adesso sei mia senza saperlo. Adesso muori anche tu, ma al contrario: quando ti si batton le mani. Perdonami.
postato da: SylaZabor alle ore 22:22 | Link | commenti
categoria:andreina calar