mi fanno male gli occhi, il mio letto è una palude picchettata da vogliàmi di vocaboli e grammofoni in affitto. Ciclica ruoto la testa quel poco che basta per somigliare ad un ventilatore programmato, inchiodata come una lady stupida in manette, e altrettanta palude è il gineceo inaccessibile tutt'attorno al letto. I soliti insetti mandano avanti i loro figli, a farsi burla di questa mezzobusto: smorfio il volto e divarico la bocca confidando in tecniche di spavento, che funzionino come allo specchio, quando non lo faccio apposta e in questo vuoto che è orale vedo un gorgo più tetro di quanto ricordassi.

© Francesca Woodman
Planò attraverso la finestra come un'astronave di nome Pettirosso morto e disse: "Nella prossima vita sarai una fabbrica di dolciumi, avrai fianchi prosperosi alla Gradisca, facondi meccanismi ed imbuti giganti. Sarai felice."
La ragazza dal disgraziato nome di "Roulette", partorita sul tavolo da gioco e rimasta orfana dal secondo giorno di vita, rifiutò il suo destino e perse tutto: diventò un angelo verdognolo con un numero retrattile di protuberanze ed una quantità sconfinata di lingue.
Si erano scambiate per lo più parole con la ci e con la elle.
La ragazza dal disgraziato nome di "Roulette", partorita sul tavolo da gioco e rimasta orfana dal secondo giorno di vita, rifiutò il suo destino e perse tutto: diventò un angelo verdognolo con un numero retrattile di protuberanze ed una quantità sconfinata di lingue.
Si erano scambiate per lo più parole con la ci e con la elle.







